Le icone aiutano a sostenere la bellezza della preghiera. Sono come delle finestre che si aprono sulle realtà del Regno di Dio e le rendono presenti nella nostra preghiera in terra. Sono un richiamo alla nostra personale trasfigurazione.

Se l’icona è un’immagine, non è una pura illustrazione, né ornamento. È il simbolo dell’incarnazione, è presenza che offre agli occhi il messaggio spirituale che la Parola rivolge agli orecchi.

 

Il fondamento delle icone sta, secondo san Giovanni Damasceno (VIII secolo), nella venuta di Cristo sulla terra. La salvezza è legata all’incarnazione del verbo divino, di conseguenza alla materia: “Una volta, Dio l’incorporale e l’invisibile non era mai rappresentato. Tuttavia, ora che Dio si è manifestato nella carne e ha abitato tra gli uomini, rappresento il visibile di Dio. Non adoro la materia, ma adoro il Creatore della materia, che per me si è fatto materia, che ha voluto abitare la materia e che, per mezzo di essa, mi ha salvato”.

 

Attraverso la fede che esprime, attraverso la sua bellezza e profondità, l’icona può aprire uno spazio di pace, sostenere un’attesa. Invita ad accogliere il mistero della salvezza sino nella carne e la creazione.