Queste meditazioni bibliche mensili sono proposte per sostenere una ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera, anche nella vita quotidiana. Si tratta di prendere un’ora per leggere in silenzio il testo biblico suggerito, accompagnato dal breve commento e dalle domande. Ci si riunisce poi in piccoli gruppi, da 3 a 10 persone, a casa di uno dei partecipanti o in chiesa, per un breve scambio su ciò che ognuno ha scoperto, con eventualmente un momento di preghiera.

 

 

2017

Luglio

Deuteronomio 11, 18-21: Scegli la vita
Porrete dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi; le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando sarai seduto in casa tua e quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai; le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte, perché siano numerosi i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, come i giorni del cielo sopra la terra, nel paese che il Signore ha giurato ai vostri padri di dare loro. (Deuteronomio 11,18-21)

Questo testo viene da un’epoca in cui i grandi momenti della regalità di Davide e Salomone sono ormai lontani. La potenza di Israele è in declino. L’esistenza stessa del popolo nella terra promessa è minacciata da potenze straniere.

In questa situazione di crisi, il libro del Deuteronomio propone un ritorno ai fondamenti, alla parola di Dio, le sue leggi e comandamenti. Mette in scena Mosè quando il popolo sta per entrare nella terra promessa e ricorda i momenti chiave dell’alleanza tra Dio e il suo popolo: la liberazione dall’Egitto, il dono dei comandamenti, le prove del deserto, le infedeltà del popolo e la fedeltà di Dio.

Questo libro mette il popolo in guardia contro due tentazioni della prosperità nella Terra Promessa. Egli avverte, non dire “è la mia forza” che mi ha acquistato queste ricchezze (8,17), e non dire nemmeno “è causa della mia giustizia” che il Signore mi ha ricompensato (9,4). In altre parole, egli presenta come un pericolo il pensare che quello che abbiamo, lo abbiamo ottenuto da noi stessi e lo abbiamo meritato o ne avevamo diritto.

La legge sviluppata nei capitoli 12-26 intende soprattutto purificare il culto di Dio e proteggere i più deboli. Di fronte alla tentazione di fare affidamento su altri “dèi” e infine su se stessi, essa invita a confidare in Dio solo. Di fronte al pericolo di pensare che qualcosa ci spetta di diritto, essa reclama un’attenzione a quello e a quella che è meno fortunato(a) di noi.

Sono le parole di questa legge che, secondo il nostro testo, devono segnare intimamente tutta la vita e diventarne esteriormente il segno. Essendo trasmesse giorno e notte alla generazione successiva, dentro come fuori, devono impregnare la vita familiare e sociale per dare all’esistenza la stabilità di Dio, che con la sua parola ha fissato i cieli sopra la terra e li mantiene.

In una situazione in cui il popolo sente che la sua prosperità e la stabilità della sua esistenza sono minacciate, il Deuteronomio lo invita ad ascoltare le parole di Dio, a fidarsi di lui e a condividere con i più poveri. In una situazione di crisi, l’apertura a Dio e agli altri può essere una via per evitare le reazioni di protezione egocentrica e il ripiego su se stesso che porta alla morte.

Dimenticare Dio e pensare solo a se stessi o ascoltare le sue parole ed essere aperti agli altri, per l’autore si tratta di una scelta tra benedizione e maledizione (11,26). Egli esorta il lettore a scegliere la vita (30,19), e gli dice che si tratta di una scelta che è alla sua portata: la parola che egli invita a mettere al centro della propria vita, non è da cercare in cielo, ma è nella bocca e nel cuore dell’uomo perché la metta in pratica (30,11-14).

- Nella mia esistenza personale o collettiva, mi sento a volte minacciati o in declino? La Parola di Dio come mi offre un percorso verso di vita vera?

- Alla luce di questo testo, che significa per me “scegliere la vita”?